Rhythm and Blues! I rigori dicono Ponte

07-03-2019

PONTISOLA-ALCIONE 0-0 (7-6 dcr)

PONTISOLA (4-3-3): Mangiapoco, Pezzotta, Rota, Rodeschini, Brusamolino, Capizzi, Roncalli, Allieri, Micheli, Gualdi, Volta. A disp: Rocca, Rota, Cangini, Kowalski, Bonanomi, Bonassi, Bassanello, Capitanio, Nè. All. Locatelli. 

ALCIONE (4-3-3): La Rosa, Nizzola, Dolfi, Di Maggio, Pignata, Valsecchi, Bello, Calanni, Inchignolo, Boeron, Nolasco. A disp: Rimbu, Gasparetto, Di Crescenzo, Pacifico, Pullano, Notarianni, Lo Cambio, Curridori, Cozzi. All. Tonani. 

ARBITRO: Farhat di Milano.

ASSISTENTI: Chionna di Milano, Murrieri di Milano. 

Si alza la posta all’Annovazzi con l’esordio nella competizione di una delle regine del calcio milanese, l’Alcione di coach Tonani. A sfidarlo è il Pontisola che cerca un’altra impresa dopo aver eliminato l’Ausonia nel turno precedente. Avvio di gara a ritmi bassi, le squadre si studiano, le occasioni scarseggiano. Bisogna attendere dieci minuti per il primo squillo: punizione di Gualdi che disegna una traiettoria insidiosa, scavalca la barriera ma trova la pronta risposta di La Rosa, parata provvidenziale che salva l’Alcione. Il Pontisola prova a prendere campo, la retroguardia orange si difende con ordine e cerca di innescare le ripartenze, ma il centrocampo bergamasco chiude ogni spazio. Termina senza ulteriori emozioni una prima frazione di gioco all’insegna della prudenza e del tatticismo. Nella ripresa il copione non cambia: entrambe le compagini non osano qualcosa in più e il match non decolla. Da registrare al 13’ un timido tentativo del Pontisola: il destro di Volta si spegne sul fondo, lontano dallo specchio. Sul fronte opposto è Nolasco a cercare gloria dalla distanza: la conclusione non spaventa Mangiapoco che osserva il pallone perdersi alto sopra la traversa. Neanche nel finale si accende la scintilla, il triplice fischio sancisce un epilogo annunciato: finisce 0-0, a decidere la semifinalista saranno i calci di rigore. La lotteria premia il Pontisola di Locatelli, che si batterà con la Virtus Bergamo per aggiudicarsi la finale in un derby tutto orobico.

Alessandro Rossi

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